Crollo del soffitto in appartamento

 

Responsabilità per crollo di un soffitto in appartamento in condominio

(Corte di Cassazione, prima sezione penale, sentenza n. 16894 depositata in cancelleria il 16/04/2018)

 

Il fatto:

A seguito del crollo del soffitto di un'unità immobiliare, di proprietà di una Società, posizionata all'ultimo

piano di uno stabile in condominio in condominio, l'amministratore pro-tempore viene condannato per il

reato di cui all’ art. 677 c.p. (l'art. 677, primo comma, c.p. punisce «il proprietario di un edificio o di una

costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell'edificio

o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con

la sanzione amministrativa pecuniaria da 154,00 euro a 929,00 euro»).

Si tratta di un reato di pericolo, in quanto non è necessario che avvenga un fatto dannoso, ma è sufficiente

che si realizzi il pericolo che esso possa avvenire.

Il legale rappresentante della società proprietaria dell'appartamento ricorre in Cassazione in quanto, a suo

dire, il crollo del soffitto è avvenuto per infiltrazioni provenienti dalla copertura dell'edificio di proprietà

comune, quindi la responsabilità non poteva essere ascritta a lui, ma all'amministratore del palazzo che non

era intervenuto per rimuovere la situazione di pericolo.

Se il pericolo proviene da parti comuni di un edificio, in giurisprudenza non v'è dubbio, la responsabilità può

essere posta in capo all'amministratore che, ai sensi dell'art. 1135, secondo comma, c.c., ha il potere

d'intervenire ordinando l'esecuzione d'opere straordinarie urgenti, come sono quelli rispetto alle quali è

necessario rimuovere una situazione di pericolo (es. Cass. pen. 17 febbraio).

Nel caso di specie la Corte di Cassazione ritiene che se il danno alle unità immobiliari di proprietà esclusiva

proviene da parti comuni, il fatto che esso si aggravi così tanto da diventare un pericolo non esime il

proprietario dell'abitazione dall'apprestamento degli interventi idonei ad eliminarlo. La presenza

dell’amministratore di condominio non libera i singoli condòmini dalla responsabilità di curarsi dello stato

di manutenzione del proprio appartamento, cura che è espressamente prevista dalla legge (art. 1576 c.c.)

nel caso di locazione dell'immobile.

Viene, pertanto, confermata la sentenza di condanna.

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